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L'Alitosi

...avere un'alito pesante non è un bel modo per presentarsi!



dentista TrevisoL’alitosi, conosciuta in gergo tecnico con il nome di bromopnea, è un disturbo del cavo orale, che si manifesta attraverso l’emissione di odore sgradevole durante l’espirazione di fiato e la fonazione.
Tale patologia, che interessa circa il 50% della popolazione mondiale, è causata dalla presenza dei cosiddetti composti volatili solforati, elementi chimici liberati per lo più dall’azione batterica all’interno del cavo orale.

Tali batteri concorrono dunque alla putrefazione delle sostanze organiche contenute nella saliva, nei residui alimentari che si insinuano tra i denti formando la placca, e nella eventuale presenza di sangue all’interno della bocca.

Il solfuro di idrogeno, l’acido isovalerico, il metilmercaptano e alcuni composti amminici, sono tra i maggiori composti volatili causa dell’alitosi. Solo in casi molto rari la patologia si sviluppa da un cattivo funzionamento organico, che può interessare principalmente l’apparato respiratorio o quello gastrico. Ne sono esempio le compromissioni del cardias, sorta di valvola posta tra l’esofago e lo stomaco, del fegato, dei reni e le infiammazioni dello stomaco o dei polmoni. In tutti questi casi l’alitosi diviene un sintomo fondamentale per l’individuazione e la cura immediata di malattie piuttosto gravi.

Anche alcune malattie sistemiche possono essere la causa del cattivo odore dell’alito, come il diabete mellito, le epatopie e l’insufficienza renale cronica. Inoltre esiste la possibilità di riscontrare il fenomeno dell’alitosi a causa di una riduzione delle secrezioni salivari, fondamentali per la detersione naturale del cavo orale. Questo effetto può essere causato, per esempio, dall’ingerimento di alcuni farmaci, come gli antidepressivi e gli ansiolitici. In generale, la patologia che porta alla secchezza delle mucose orali è chiamata xerostomia. Tale secchezza favorisce la proliferazione batterica e l’aumento del ph endorale, portando ad un ispessimento della patina bianca linguale, sotto la quale i batteri riescono ad annidarsi e riprodursi.

I diversi tipi di Alitosi

Gli esperti dividono l’alitosi in due categorie, in base alla persistenza del problema nel tempo:
  • L’Alitosi Transitoria riguarda la maggior parte dei casi, e si ha quando il disturbo si presenta in modo temporaneo. Può essere ricondotto all’uso di alimenti cosiddetti alitogeni, all’uso di alcool, al tabagismo ed alla già citata diminuzione della salivazione;
  • L’Alitosi Persistente, molto più rara, è indice di un malfunzionamento organico probabilmente estraneo all’area di competenza odontoiatrica, e spesso rivela la presenza di malattie più gravi.
Sostanzialmente il modo migliori per combattere il fenomeno dell’alitosi è quello di una minuziosa e frequente igiene orale. L’approccio preventivo risulta dunque fondamentale, proprio perché tende a sfavorire la possibilità di intrusione batterica. Un eventuale annidamento invece, può essere combattuto solo grazie all’intervento del medico specializzato, in grado di raggiungere le zone interessate non sempre di facile accesso attraverso i comuni attrezzi di pulizia (spazzolino, filo interdentale), come per esempio le sacche gengivali, causa di malattie come la piorrea o le semplici carie.

Si può inoltre parlare di pseudo alitosi o alito fobia, quando la patologia non è reale, ma frutto dei timori del paziente. In questo caso è normale che, per la natura psicologica del male stesso, la competenza passi direttamente nelle mani degli specialisti del settore.
Attualmente i dentisti si avvalgono dell’uso di un particolare macchinario per diagnosticare il tipo di malattia che causa l’alitosi. L’Halimeter infatti, testa il livello di composti solforati nel respiro, determinando la provenienza del maleodore. [tutti gli articoli]
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